Artista pittrice ritrattista, sono una creativa, ritratti su commissione.

Luce e Colore

Luce da dentro 50x70cm

I dipinti della serie Luce e Colore, sono un proseguimento naturale della serie Collage e Pittura. Sono quadri astratti ma con solo pittura e senza collage, centrati sulla luce e la sua emanazione, rappresentata metaforicamente dal sole e i suoi raggi, cosa che mi è venuta sempre istintiva. Tutti i colori sono luce, se uno pensa alla luce viene in mente solo il colore bianco, in realtà ogni colore è luce con una vibrazione diversa.

Nell’espandere la propria coscienza oltre la realtà visibile quotidiana limitata ci sono degli effetti collaterali, tipo la sfocalizzazione verso i concetti base che tengono in piedi la realtà che viviamo, come per esempio lo spazio e il tempo.

Non ho mai voluto avere un orologio, perché mi faceva sentire schiava del tempo, se non per brevi periodi per motivi di status symbol, che significa che a volte fa figo avere un orologio.

Per il tempo, già da molto tempo non gli sto più dietro, difficilmente mi ricordo la data odierna, figuriamoci la data esatta dei quadri, e ogni volta che mi viene chiesto, devo fare un po’ di conti per capire che età ho. Alzheimher? O forse semplicemente, realizzazione. Cos’è la realizzazione? Sinceramente non saprei dire. Per me è libertà da qualsiasi tipo di limitazione e quindi oltre questa realtà limitata, in cui si può continuare a vivere come essere umani, ma anche oltre.

Riguardo al tempo, il passato diventa presente nel ricordo, il ricordo si trasforma nella guarigione, e il futuro cambia sulla prospettiva del passato, quindi in pratica il tempo non esiste, ma è ciò che tiene in piedi la realtà limitata, e allora com’è che si crea la realtà? Ma soprattutto com’è che ognuno ha una percezione diversa della realtà?

In questi serie di articoli che sto scrivendo sulla mia storia attraverso la pittura, ho dovuto fare un grosso sforzo di focalizzazione sulla sequenza temporale e rivedere un po’ le date. In ogni caso non è mio interesse scrivere le date esatte ma condividere le esperienze.

Pensando al mio viaggio in India, ho fatto due conti di logica temporale e la sequenza è stata questa, appena tornata a Milano dal Brasile andai al lago di Como e subito dopo in India. Ecco .

Ma cos’è più importante, la logica temporale o l’espansione della propria coscienza? La seconda che hai detto. Se non fosse cosi, non avrei mai realizzato i quadri della serie Luce e Colore che per me rappresentano più che altro la coscienza, l’emanazione della propria luce attraverso l’espressione più vera e autentica del proprio Sè.

Riprendendo la mia storia che si era fermata nel Kashmir, la mia guida e autista, Mohammed, mi portò nel suo villaggio sulla montagna a conoscere la sua famiglia, sua moglie e un’infinità di figli, in realtà non avevo capito quanti figli avesse. Quel giorno non stavo bene e sono svenuta appena arrivati nel villaggio. Quando sono rinvenuta ero in una capanna di fango e paglia e c’era tantissima gente che mi osservava incuriosita, almeno una dozzina di bambini, e vari adulti e anziani che mi fissavano curiosamente con grandi occhi, i bambini mi sorridevano da orecchio a orecchio, gli occhi pieni di meraviglia, non avevano mai visto uno straniero e nessuno sapeva l’inglese. Così conversavo con loro tramite sguardi e sorrisi. Mohammed era stimato nel villaggio perchè colto e perchè parlava inglese.

Tutto il villaggio era fatto di capanne simili, e i bagni erano distanti dalle capanne, vicino ai campi e fatti da buchi nel terreno circondati da canne di bambù legate per la privacy, con dei veli che le coprivano, quello che scendeva nella latrina andava in un canale che andava a concimare i campi.

Tutto era molto semplice ed ecologico, niente corrente elettrica , nè telefoni, niente di niente, tuttavia confortevole nella sua semplicità.

Mi sembrava quasi simile a un villaggio di Indios dove sono andata una volta in Brasile. Per arrivare al villaggio di Indios avevo camminato per 10 km sulla spiaggia, avevano capanne simili ma era gente che viveva di pesca, mentre in India vivevano di agricoltura, non vendevano quello che pescavano o coltivavano ma lo usavano per se stessi.

Questo mi fa ricordare i primi anni che sono andata via dalla famiglia per studiare antropologia all’Università di Siena in Toscana. Ho passato quasi 3 anni sui libri perchè era una materia che mi affascinava tantissimo, non avevo una vita sociale, e avevo una media col massimo dei voti. Poi a un certo punto mi sono resa conto che che volevo vivere la vita e non studiarla sui libri , e cosi quando mi diedero una borsa di studio per andare per 8 mesi in Spagna presi la palla al balzo, e fu cosi che cominciò la grande avventura. Ma questa è un’altra storia, anche se comunque c’è ancora molto da raccontare sull’India, ma è cosi importante la sequenza temporale? Io preferisco la spontaneità.

Puoi vedere la serie Luce e Colore qui.

 
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