Artista pittrice ritrattista, sono una creativa, ritratti su commissione.

Una storia di integrazione

Spilla nativa 20x30cm

A volte prendo oggetti che mi stanno a cuore e li incollo nei dipinti per renderli immortali. La concretizzazione dell’immortalità è lasciare il segno con ciò che si crea.

Esprimersi, da dentro verso fuori, vuol dire dare se stessi agli altri condividendo la propria storia, che essa sia rappresentata da uno scritto, un’immagine, una canzone o una ricetta, qualsiasi cosa.

Una volta ho passato un po’ di giorni con vari capi o rappresentanti di svariate nazioni di nativi americani e canadesi, a Padova.

In quel periodo ero ancora affascinata di da tutto ciò che va oltre la realtà visibile, e lo sono tutt’ora, solo che adesso sono consapevole che tutto ciò che prima cercavo in realtà è già dentro di me, e la realtà esterna ne è solo un riflesso.

Quindi mi attraeva tutto ciò che mi faceva avvicinare a una maggiore consapevolezza e a una maggiore espansione della coscienza, in pratica cercavo me stessa.

Quando vivevo a Milano avevo partecipato a un corso di primo livello di reiki con una donna Svizzera, Aline, che era un vero e proprio personaggio, una donna dalla personalità forte e carismatica. Mi aveva raccontato di aver fatto un esperimento negli Stati Uniti portando un’intera aula universitaria piena di gente nel futuro. .Cosa che poi mi ha confermato anni dopo un francese di cui avevo letto il libro e avevo seguito un suo evento a Milano sulla reincarnazione. Parlando con lui non so come venne fuori il nome di Aline nella conversazione, ma mi confermò che lui stesso aveva partecipato a quell’esperimento negli Stati Uniti.

Aline nel periodo in cui la conobbi era riuscita a portare in Italia rappresentanti di varie nazioni di nativi americani, tra cui Cherokee, Cheyenne, Creek, Irochesi, Lakota, Mohawck, Seneca, Yaki, e altre. E un gruppo di donne anziane chiamate le grandi madri tra cui Twylah Nitsch.

Lo scopo era un tour di eventi in Italia e in giro per l’Europa che serviva a onorare i loro morti nella seconda guerra mondiale, e portare un messaggio di pace , e a livello più profondo volevano ritrovare le anime antiche dei nativi.

Io ero un po’ al di fuori di tutta l’organizzazione dell’evento, ma d’istinto sentii il bisogno di prendere il treno da Milano per andare a conoscere queste persone appena arrivate in Italia e che stavano in una casa a Padova in attesa del tour, e alla fine ci rimasi per un bel po’ di giorni.

Nel frattempo l’evento fu annullato perché Aline si era presentata ai media come la portavoce delle grandi madri e con il nome Aquila Bianca, vestita da nativa, quando era in realtà in apparenza e di fatto una donna Svizzera.

La televisione nazionale cominció così a parlare di truffa facendo vedere Aline vestita da nativa americana , la quale finì per scappare in Svizzera, e non l’ho mai più rivista.

Ne frattempo io stavo vivendo una bellissima esperienza con i veri nativi a Padova prima che tornassero negli Stati Uniti.

La rappresentante canadese, di quelli che noi chiamiamo eschimesi, era una giovane donna possente di grande stazza con lunghi capelli neri e occhi allungati, e m’insegnó a fare varie cose tra cui un acchiappasogni , una borsetta di pelle di daino e mi regaló questa spilla fatta da lei.

Un nativo del Texas, sinceramente non chiedevo chi rappresentasse quale nazione, ero più immersa nell’esperienza che raccogliere nozioni, mi cantò delle canzoni native accompagnato dal suo assistente.

Quando erano tutti assieme raccontavano un sacco di storie e spesso passavano queste specie di sigarette fatte di erbe che si erano portati, tra cui salvia e tabacco. La prima volta che me ne hanno passata una d’istinto ho fatto un tiro e li guardavo mentre scoppiavano tutti a ridere a crepapelle, poi mi fecero vedere che servivano a depurare l’aria o l’aura intorno al corpo e l’ambiente.

Mi sentivo a casa, l’atmosfera era molto positiva, divertente e creativa.

E poi vennero queste donne molto anziane da un’altra casa, le grandi madri, o le nonne, a cui a ognuna regalai una borsetta fatta da me all’uncinetto, su ognuna ci avevo cucito un simbolo diverso, ed erano tutte molto contente.

I nativi americani sono dei grandi abbraccioni. Nelle culture dove l’abbraccio non è usuale può essere interpretato in maniera ambigua. Queste persone invece abbracciano spesso e in maniera del tutto incondizionata. Non c’è possibilità di male interpretare tale gesto. Ho trovato abbraccio i simili solo negli Shaumbra .

Mi sentivo come se avessi ritrovato una parte di me, e non avevo dovuto fare molta strada per trovarla. In realtà questa parte era venuta da me per integrarsi. Tutto viene a sè al momento opportuno.

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