{"id":10018,"date":"2026-09-01T16:16:22","date_gmt":"2026-09-01T14:16:22","guid":{"rendered":"https:\/\/ilariaberenice.com\/piona-il-tempo-del-vino\/"},"modified":"2026-09-03T20:05:49","modified_gmt":"2026-09-03T18:05:49","slug":"piona-il-tempo-del-vino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilariaberenice.com\/it\/piona-il-tempo-del-vino\/","title":{"rendered":"Piona: il tempo del vino"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dopo aver terminato<\/strong> <em>La Bollina Winery: Ritratto di un luogo<\/em>, sentivo che qualcosa si era messo in movimento. Il documentario era diventato la naturale evoluzione del mio podcast: dalle interviste affidate soltanto alle voci ero passata alle immagini, ai paesaggi, ai gesti e ai silenzi. Questa nuova forma espressiva cercava gi\u00e0 un\u2019altra storia.  <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel territorio in cui vivo, fatto di colline ricoperte di vigneti, \u00e8 il vino a connettere persone, paesaggio e memoria. La sua storia attraversa da secoli la cultura locale e continua a influenzarne il lavoro, le relazioni e persino la percezione del tempo. <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Volevo rimanere nel mondo del vino, perch\u00e9 il vino \u00e8 anche il grande racconto del territorio in cui vivo: quello del Gavi. Ma non cercavo semplicemente un\u2019azienda vinicola. Volevo incontrare un vignaiolo che avesse un rapporto viscerale con la terra, qualcuno per cui produrre vino non fosse soltanto un mestiere.  <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una sera, durante un aperitivo in un bar vicino a casa affacciato sulle colline, un personaggio affascinante e inconsueto si sedette di fronte a me. Mi guard\u00f2 dritto negli occhi e sorrise, senza pronunciare una parola. Poco dopo si alz\u00f2 e and\u00f2 a parlare con altre persone.  <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualche sera pi\u00f9 tardi, nello stesso bar, confidai alla mia amica Simona che stavo cercando il protagonista del mio secondo documentario. Le dissi che avrei voluto ascoltare un vignaiolo capace di parlare della terra come di qualcosa che gli appartenesse intimamente. Lei non ebbe alcuna esitazione: \u00abAllora devi andare da lui. Produce vino e ha un posto bellissimo\u00bb.  <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E indic\u00f2 proprio l\u2019uomo che mi aveva guardata negli occhi.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quel punto la mia scelta si era ristretta a due vignaioli: uno che mi parlava senza guardarmi negli occhi e uno che mi aveva guardata negli occhi senza parlare.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente scelsi il secondo: Marco Gemme.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In seguito Marco parl\u00f2 \u2014 e, sorprendendo persino se stesso, parl\u00f2 molto. Senza mai diventare stancante o noioso: al contrario, si rivel\u00f2 carismatico, istruttivo e straordinariamente fotogenico. Avevo trovato il protagonista perfetto.   <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando io e Paolo Amoretti raggiungemmo Piona, a pochi chilometri da Gavi, scoprimmo un mondo a s\u00e9 stante. Un panorama aperto a 360 gradi, una grande cantina nuova ancora in costruzione, una casa bellissima, un uliveto e vigneti che sembravano non finire mai: impianti nuovi accanto a vigne vecchie, custodi di un tempo diverso. <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marco ci accolse dedicandoci il suo tempo e condividendo un sapere maturato in circa quarant\u2019anni di lavoro come contadino e vignaiolo. Ma soprattutto ci mostr\u00f2 una particolare maniera di intendere il vino, sintetizzata in una frase che sarebbe diventata il cuore del documentario: <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00abIl vino ha i suoi tempi, come noi abbiamo i nostri\u00bb.<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marco non concepisce il vino come qualcosa da imporre alla materia. Ascolta l\u2019uva, osserva ci\u00f2 che pu\u00f2 diventare e accompagna la trasformazione, lasciando che il vino si formi secondo la propria natura e i propri tempi. Il vignaiolo rimane presente, guida il processo, ma non pretende di dominarlo o accelerarlo attraverso interventi forzati.  <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per questo<\/strong> <em>Piona: il Tempo del Vin<\/em>o \u00e8 stato anche un viaggio di conoscenza. Io e Paolo Amoretti siamo entrambi cuochi e pittori e, proprio perch\u00e9 lavoriamo con sapori, materie e trasformazioni, credevamo di conoscere almeno un po\u2019 il vino. Di fronte al sapere accumulato da Marco Gemme in una vita intera, ci siamo invece scoperti sorprendentemente ignoranti.  <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marco non ci ha semplicemente spiegato come si produce il vino. Ci ha trasmesso una parte della propria esperienza di contadino e vignaiolo: un sapere fatto di osservazione, tentativi, errori, memoria, stagioni e rapporto quotidiano con la materia. Io e Paolo siamo arrivati a Piona per realizzare un documentario e ne siamo usciti avendo imparato molto pi\u00f9 di quanto immaginassimo.  <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Forse \u00e8 anche per questo che questa esperienza mi ha fatto riflettere sul documentario come forma espressiva.<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho sempre sentito il bisogno di esprimermi e creare, senza per\u00f2 volermi legare definitivamente a un solo linguaggio o strumento. La pittura, la scrittura, la musica, la cucina e la fotografia hanno accompagnato momenti diversi della mia vita, spesso intrecciandosi tra loro. <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi comincio a pensare che il documentario sia la forma espressiva che pi\u00f9 di ogni altra riesce a contenere tutto ci\u00f2 che sono. Ci sono le immagini e la fotografia, il ritratto, la musica, l\u2019attenzione ai dettagli e alla poesia della vita quotidiana. Ma c\u2019\u00e8 anche qualcosa di meno visibile: il mio sguardo antropologico, nato negli anni in cui studiavo antropologia all\u2019Universit\u00e0 di Siena.  <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019antropologia mi ha insegnato a prestare attenzione alle prospettive degli altri, ai differenti modi di percepire e interpretare il mondo, plasmati dalla cultura e dalle esperienze individuali. Fare un documentario significa entrare, almeno per qualche tempo, nello sguardo di un\u2019altra persona. Non limitarsi a raccogliere informazioni, ma provare a comprendere il modo in cui quella persona attribuisce significato alla propria vita e al proprio lavoro.  <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ed \u00e8 forse proprio entrando nello sguardo di Marco che ho riconosciuto nel suo rapporto con il vino qualcosa che va oltre il mestiere.<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ognuno di noi si esprime in maniera diversa e, quando l\u2019espressione diventa autentica, per me diventa arte.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ho mai creduto che gli artisti costituiscano una specie separata dal resto dell\u2019umanit\u00e0, come se soltanto alcune persone ricevessero in dono sensibilit\u00e0 e talenti particolari, mentre tutte le altre ne fossero escluse. Credo piuttosto che siamo tutti artisti potenziali. <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni rimangono imprigionati negli schemi della razionalit\u00e0 e concedono poco spazio alla propria creativit\u00e0. Altri, come me, avvertono un bisogno quasi impellente di esprimersi, indipendentemente dal linguaggio scelto. Ma l\u2019arte pu\u00f2 manifestarsi ovunque una persona segua la propria strada e riesca a esprimersi con il cuore, in maniera spontanea e autentica.  <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non servono necessariamente una tela, uno strumento musicale o una macchina fotografica. Qualcuno crea attraverso i colori, qualcuno attraverso il cibo, qualcuno coltivando la terra e accompagnando una materia viva nella sua trasformazione. <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo, ai miei occhi, <strong>Marco Gemme \u00e8 un artista del vino.<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo linguaggio \u00e8 fatto di uva, stagioni, fermentazioni, assaggi e attese. Come ogni artista autentico, possiede una conoscenza profonda della materia, ma non la usa per soffocarla sotto la propria volont\u00e0. La osserva, la ascolta e la guida, lasciandole lo spazio necessario per esprimere ci\u00f2 che contiene.  <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 forse questo il punto in cui il vignaiolo incontra il pittore e il cuoco: tutti trasformano la materia, ma devono anche imparare a non dominarla completamente. Devono conoscere la tecnica abbastanza bene da poterla superare, riconoscendo il momento in cui intervenire e quello in cui lasciare accadere. <\/p>\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">Piona: Il tempo del vino \u2014 Guarda il documentario<\/h4>\n<style>.kb-row-layout-id10007_6f5633-cb > .kt-row-column-wrap{align-content:start;}:where(.kb-row-layout-id10007_6f5633-cb > .kt-row-column-wrap) > .wp-block-kadence-column{justify-content:start;}.kb-row-layout-id10007_6f5633-cb > .kt-row-column-wrap{column-gap:var(--global-kb-gap-md, 2rem);row-gap:var(--global-kb-gap-md, 2rem);padding-top:var(--global-kb-spacing-sm, 1.5rem);padding-bottom:var(--global-kb-spacing-sm, 1.5rem);grid-template-columns:minmax(0, 1fr);}.kb-row-layout-id10007_6f5633-cb > .kt-row-layout-overlay{opacity:0.30;}@media all and (max-width: 1024px){.kb-row-layout-id10007_6f5633-cb > .kt-row-column-wrap{grid-template-columns:minmax(0, 1fr);}}@media all and (max-width: 767px){.kb-row-layout-id10007_6f5633-cb > .kt-row-column-wrap{grid-template-columns:minmax(0, 1fr);}}<\/style><div class=\"kb-row-layout-wrap kb-row-layout-id10007_6f5633-cb alignnone wp-block-kadence-rowlayout\"><div class=\"kt-row-column-wrap kt-has-1-columns kt-row-layout-equal kt-tab-layout-inherit kt-mobile-layout-row kt-row-valign-top\">\n<style>.kadence-column10007_da2485-42 > .kt-inside-inner-col,.kadence-column10007_da2485-42 > .kt-inside-inner-col:before{border-top-left-radius:0px;border-top-right-radius:0px;border-bottom-right-radius:0px;border-bottom-left-radius:0px;}.kadence-column10007_da2485-42 > .kt-inside-inner-col{column-gap:var(--global-kb-gap-sm, 1rem);}.kadence-column10007_da2485-42 > .kt-inside-inner-col{flex-direction:column;}.kadence-column10007_da2485-42 > .kt-inside-inner-col > .aligncenter{width:100%;}.kadence-column10007_da2485-42 > .kt-inside-inner-col:before{opacity:0.3;}.kadence-column10007_da2485-42{position:relative;}@media all and (max-width: 1024px){.kadence-column10007_da2485-42 > .kt-inside-inner-col{flex-direction:column;justify-content:center;}}@media all and (max-width: 767px){.kadence-column10007_da2485-42 > .kt-inside-inner-col{flex-direction:column;justify-content:center;}}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-column kadence-column10007_da2485-42\"><div class=\"kt-inside-inner-col\">\n<div style=\"position:relative; width:100%; max-width:800px; margin:0 auto; aspect-ratio:16\/9;\">\n  <iframe src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/KfDAGW9qFos?si=eZXHp1HXYF1tnW1m\" title=\"YouTube video player\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen=\"\" style=\"position:absolute; inset:0; width:100%; height:100%;\">\n  <\/iframe>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n<\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver terminato La Bollina Winery: Ritratto di un luogo, sentivo che qualcosa si era messo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10016,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[334],"tags":[],"class_list":["post-10018","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-documentari"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilariaberenice.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10018","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilariaberenice.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilariaberenice.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilariaberenice.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilariaberenice.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10018"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ilariaberenice.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10018\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10019,"href":"https:\/\/ilariaberenice.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10018\/revisions\/10019"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilariaberenice.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10016"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilariaberenice.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilariaberenice.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilariaberenice.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}