
Il significato del dipinto
Ho creato questo dipinto, Nascita e Rinascita, usando una mia foto di quando ero neonata per ispirarmi al volto, intorno a cui ho integrato un pezzo di un tessuto di pizzo con cui mi avvolgevano sempre quando ero neonata. Il volto di me neonata, il tessuto che mi avvolgeva e il sole come metafora della mia anima rappresentano non solo parti della mia vita, ma anche simboli di qualcosa di più grande.
Il cordone ombelicale legato alla propria madre terrena viene sostituito da un cordone etereo che ci collega alla nostra anima, il nostro sole, la nostra luce interiore. Questo dipinto vuole rappresentare come ogni neonato sia connesso con la propria anima, con cui nel tempo avviene un processo di vera e propria integrazione. Ognuno emana una luce ed è connesso con la propria anima, il sole interiore, e questa connessione diventa sempre più forte man mano che la vita va avanti e si vivono le esperienze.
La nascita interiore e le trasformazioni
La nascita è sia letterale, quando nasce un bambino, sia interiore. Ogni volta che c’è un grande cambiamento nella propria vita, un trasloco, un cambio di lavoro o altro, ma soprattutto quando il cambiamento è interiore, avviene una grande trasformazione dentro di sé che comporta un cambiamento di prospettiva verso la vita. Di solito è proprio il cambiamento interiore che porta al cambiamento esteriore.
Prendiamo ad esempio dei casi drastici: le persone che vivono un’esperienza di pre-morte. Dopo questa esperienza, a prescindere da come l’hanno vissuta, di solito queste persone hanno un cambiamento radicale nella loro vita; non riescono più a fare le stesse cose che facevano prima o a frequentare le stesse persone, perché la loro prospettiva è cambiata completamente. Hanno vissuto una morte e rinascita senza morire davvero. Tuttavia, non occorre vivere un’esperienza così radicale per poter rinascere: avviene come una morte del vecchio e una rinascita al nuovo ogni volta che si verifica una grande trasformazione interiore.
I miei cambiamenti di vita
Ho avuto tanti cambiamenti e trasformazioni nella mia vita. Sicuramente, nella mia vita la mutazione è l’unica cosa permanente. Ho viaggiato tanto, e i miei più grandi cambiamenti di solito corrispondono ai miei spostamenti.
Quando sono andata a vivere in Toscana da Milano per l’università, volevo a tutti i costi andarmene da Milano. Tuttavia, ho dovuto lasciare la mia più grande passione di allora: la danza. Facevo parte di una compagnia teatrale e, a soli 18 anni, mi avevano persino offerto di insegnare danza per il Comune di Milano. Rinunciare a tutto questo è stato doloroso, ma per anni aspettavo solo di finire il liceo poter lasciare la casa della mia famiglia e trovare la mia strada.
In Toscana la mia vita è cambiata radicalmente: immersa nella natura, nei libri e nello studio, mi sono trovata in un ambiente completamente diverso da Milano. Non avevo relazioni sociali, anche perché le persone della zona in cui vivevo, nelle campagne intorno a Siena, così come la città stessa, sono molto chiuse agli estranei. Questa caratteristica culturale è ciò che ha permesso a Siena di conservare intatte le proprie tradizioni secolari. Ma per me significava vivere in solitudine, senza contatti, immersa solo nei miei studi.
Quando mi è stata offerta una borsa di studio per l’Università di Granada, in Spagna, ho colto immediatamente l’occasione. E lì, di nuovo, la mia vita è cambiata completamente. Sono rimasta sorpresa dall’apertura della gente, e improvvisamente mi sono ritrovata circondata da amici. Il contrasto con la mia vita precedente era enorme: da una vita isolata in campagna, immersa nei libri, mi sono ritrovata a vivere una piena vita sociale, con amicizie che hanno resistito alla prova del tempo e che ancora oggi porto nel cuore.
Il passaggio dalla Spagna al Brasile, però, è stato particolarmente impegnativo. In Spagna ormai parlavo lo spagnolo come una seconda lingua madre, mentre in Brasile non conoscevo il portoghese e dovevo ripartire da zero. Inoltre, sentivo molto la mancanza dei miei amici. Mentre in Spagna la musica e la chitarra erano diventate la mia più grande passione, in Brasile per istinto ho lasciato la musica per dedicarmi alle arti visive. Ho iniziato a creare collage con tessuti e materiali riciclati, un percorso artistico che poi avrei approfondito nel tempo.
Infine, dal Brasile sono tornata a Milano, chiudendo un ciclo. Anche questo rientro è stato un cambiamento radicale: mi prendevano in giro perché non riuscivo più a parlare un italiano fluente, il mio linguaggio era diventato un mix tra italiano e brasiliano. Ho dovuto riabituarmi alla tecnologia, riprendere confidenza con il computer e adattarmi a un lavoro d’ufficio. Passare dalle spiagge infinite e dalla vastità degli orizzonti brasiliani a essere chiusa tra quattro mura davanti a uno schermo è stato un trauma. Tuttavia, sono stati anni di profonda introspezione e di approfondimento della pittura nel tempo libero. È anche stato il periodo più proficuo per la vendita di quadri.
Infine, mi sono trasferita sulle colline del Gavi, in Piemonte, dove vivo ora. Qui ho ripreso il contatto con la natura, ho pure un cane e un compagno di vita, uno chef che mi ha trasmesso la passione per la cucina. Condividiamo anche la passione per la pittura, e la nostra è la relazione più lunga che abbia mai avuto.
Ogni luogo in cui ho vissuto ha rappresentato un capitolo della mia vita, e ogni cambiamento di luogo, paese o continente è stato accompagnato da una profonda trasformazione interiore e da un’evoluzione della mia prospettiva sulla vita.
Una svolta interiore
Se ripenso alla mia vita, il cambiamento più drastico non è avvenuto durante un viaggio, ma in occasione di un workshop a cui partecipai nel 2011, a Sirmione, sul lago di Garda. In quei pochi giorni ho vissuto un vero ribaltamento interiore, tale che la mia vita non sarebbe più stata la stessa.
Quel percorso mi ha aiutata a riconoscere i meccanismi nascosti con cui giocavo con me stessa e con gli altri: dipendenze energetiche, vittimismi, squilibri che non avevo mai visto con chiarezza. Dopo, percepivo tutto diversamente: sul treno di ritorno osservavo le persone e coglievo dinamiche che prima mi erano invisibili.
Una volta a Milano, mi sono resa conto che molte delle relazioni che avevo fino ad allora non erano più in sintonia con me. Alcuni rapporti si sono chiusi, altri si sono trasformati. È stato come vivere una morte simbolica della vecchia vita e una rinascita in una nuova prospettiva, senza dover morire davvero.
Il messaggio del dipinto
Questo dipinto, Nascita e Rinascita, racconta proprio questo: ogni trasformazione interiore è una nuova nascita. Il volto di me neonata, il pizzo che mi avvolgeva, il sole interiore che illumina la tela: tutto diventa simbolo della connessione con la propria anima. Ogni cambiamento, grande o piccolo, è un’occasione per lasciare andare il vecchio e aprirsi alla luce del nuovo.
Collezionare arte è un dialogo, non solo un acquisto.
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